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AS FOUR



AS FOUR

Nel bel mezzo degli anni 90’, quattro studenti universitari, inquilini dello stesso loft nel quartiere di Chinatown a New York, in soli quattro anni, riescono nella creazione del marchio AS FOUR.

Il collettivo è composto de due ragazzi e due ragazze, tutti provenienti da nazionalità differenti: Angela (Tagikistan), Adi (Israele), Gabi (Libano) e Kai (Germania).

I loro abiti grazie anche alla conciliazione di culture diverse, hanno uno stile particolarmente surreale, dalla prospettiva autonomamente ridisegnata, e dall’impeccabile struttura sartoriale.

Da ricordare la sfilata svolta in collaborazione con Seventh On Sixth, dove i capi venivano esposti su bambole meccaniche, e tra le creazioni simbolo, il pon-pon- al neon, la borsa a forma di cd e i bizzarri pantaloni di pvc con squame.

Le loro creazioni sono in vendita nella prestigiosa boutique Colette a Parigi, Via Busstop a Tokyo e Barneys’ a New York.

Fonte: Fashion Now

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GIORGIO ARMANI



GIORGIO ARMANI

Nato nel 1934 a Piacenza, ha studiato medicina per solo due anni e dopo aver affrontato il servizio militare, attorno al 1957, è stato assunto come vetrinista presso La Rinascente di Milano.

Nel 1961 fece il suo primo passo importante nel campo della moda, collaborando con Nino Cerruti, come figurinista.

Agli inizi degli anni settanta, grazie anche all’aiuto del socio Sergio Galeotti, comincia la sua attività in proprio, fino a quando nel 1975 lancia il marchio ARMANI, debuttando inizialmente con una collezione unicamente maschile, per poi completarsi l’anno seguente con una linea di abbigliamento femminile.

Incredibile come lo stilista sia riuscito ad adattare le strutture classiche e prettamente maschili, alle più sofisticate esigenze femminili.

Simboli del suo stile, sicuramente le giacche destrutturate, nate dal ridimensionamento delle linee e delle proporzioni classiche.

Armani è ispirato dal cinema Americano degli anni venti/trenta, predilige per le sue creazioni i toni freddi, portandolo al raggiungimento di una nuova nouance: il GREIGE, una sorta di miscela tra grigio e beige, anche se il colore simbolo della griffe è indubbiamente il BLU-ARMANI.

Lo stilista milanese è considerato sicuramente come il designer più prestigioso e ricercato nel campo della moda femminile.

Dopo aver conquistato numerosi premi CFDA ( Council of Fashion Designer of America ), Armani è stato sicuramente il primo stilista a sfruttare il redditizio business Hollywoodiano, interpretando in numerosi film, il total look di attori del calibro di Richard Gere in “American Gigolo” , Diane Keaton in “Annie Hall”, il cast di  “The Untouchables”, sino a “Shaft” nel 2000, questo lo ricorderà negli anni come l’uomo che ha definito l’armadio di lavoro del 20° secolo e ha insegnato a Hollywood come vestirsi.

Durante la sua brillante carriera oltre a produrre oggetti di design per la casa, linee di cosmetici e profumi, è riuscito grazie all’aiuto dal sound designer Matteo Ceccarini, alla realizzazione di alcuni dischi musicali in stile ambient elettronica e sperimentale, intitolati “EMPORIO ARMANI CAFE’”,

Tutto questo fa di lui il secondo stilista più ricco al mondo (dopo Ralph Lauren).

Nel 2000, il Solomon R. Guggenehim Museum a New York, gli attribuisce un’importante retrospettiva.

Nel 2001, Armani, inizia una collaborazione con l’architetto Tadao Ando per la costruzione della nuova sede a Milano,

includendo una galleria e un teatro dove tutt’oggi presenta la sue opere.

Fonte: Fashion Now

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AZZEDINE ALAÏA



AZZEDINE ALAÏA

Nato nel 1935 a Tunisi da genitori agricoltori.

Ha intrapreso gli studi presso il locale istituto delle belle arti  nella città natale, Ecole des Beaux-Arts, mentendo sull’età per essere ammesso al corso di scultura.

Terminati gli studi, dopo aver letto un’ annuncio come sarto di abiti femminili, fu aiutato dalla sorella gemella, che ebbe un ruolo fondamentale, insegnando lui tra cartamodelli, taglia e cuci, eccellenti creazioni sartoriali e ben presto si dilettò nella realizzazione di copie di abiti di alta moda per le proprie vicine di casa.

Ispirato dalla sorella e dalle letture del mensile Vogue, decise di avvicinarsi al mondo della moda trasferendosi a Parigi.

Dopo aver lavorato per soli cinque giorni per Christian Dior, dove aveva il compito di attaccare etichette nei capi di abbigliamento, fu accolto nell’azienda di Guy Laroche, dove rimase per circa due stagioni.

Nel contempo ha lavorato da prima come governante della marchesa di Mazan, per poi nel 1960, passare alla famiglia Blegiers, dove oltre la sua mansione di governante, confezionava abiti per la Contessa e conoscenti dell’alta società francese dell’epoca.

Tale esperienza gli portò una prestigiosa clientela, la quale, rimase fedele anche dopo l’apertura del primo atelier.

Negli anni settanta giunse alla realizzazione della prima collezione prêt-a-porter per Charles Jourdan.

Durante la metà degli anni ottanta, furono aperte le boutique di New York e Beverly Hills, richiamando a sé importanti celebrità come Madonna, Naomi Campbell, Stephanie Seymour, Carine Roitfeld e Carla Sozzani.

Nel 1996 ha partecipato alla Biennale della Moda a Firenze.

Nel 2000 ha stretto un solidale rapporto di lavoro con il gruppo Prada, ed ha esposto al Guggenheim di New York, a dimostrazione delle sue capacità artistiche.

I suoi abiti da sempre si fondono con il corpo sfidando i confini tra carne e materia.

Fonte: Fashion Now

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MIGUEL ADROVER


MIGUEL ADROVER

Nato in un paesino a Maiorca nel 1965, si è stabilito a New York nel 1991, dove ha iniziato a produrre insieme al su amico Douglas Hobbs una linea di T.shirt personalizzate.

Nel 1995, i due designers, hanno aperto una boutique, dove oltre le proprie magliette erano in vendita capi di giovani talenti europei.

Adrover ha formato completamente la propria carriera da formidabile autodidatta.

Ha esordito, nel 1999, contrapponendo abiti da grande magazzino a realizzazioni di haute couture, durante la New York Fashion Week, suscitando scalpore tra i critici.

L’establishment della moda statunitense lo ha etichettato come stilista d’avanguardia, Adrover può essere annoverato tra i realisti della moda.

Da ricordare tra i suoi abiti realizzati con materiali di recupero, la giacca confezionata a partire da un materasso gettato in strada da Quentin Crisp.

Grazie alle sue bizzarre creazioni, ha avuto il passepartout per i migliori negozi, uno dei quali Barneys’.

Nel 2000 ha vinto CFDA ( Council of Fashion Designers of America ), ridefinito l’ Oscar della moda, con esso è riuscito ad ottenere un finanziamento da parte della Pegasus Apparel Group, per la sua griffe fino alla fine della stagione autunnale 2001.

Fonte: Fashion Now

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HAIDER ACKERMANN



HAIDER ACKERMANN

Nato a Santa Fe de Bogotà, Colombia, nel 1971.

Venne adottato da una famiglia francese e per merito del lavoro del padre ha trascorso l’infanzia tra Etiopia, Ciad, Francia, Algeria e Olanda.

Terminato il liceo, nel 1994, si è stabilito in Belgio dove ha frequentato i corsi di moda all’Accademia Reale di Anversa.

Abbandonato prematuraramente il corso quadriennale, dopo i primi 3 anni, a causa di gravi problemi economici, è riuscito ad affrontare uno stage presso gli uffici di Parigi di John Galliano.

Nel 1998 ha lavorato per le collezioni maschili e femminili, dello stilista belga, e suo professore all’accademia, Wim Neels.

Dopo aver raggiunto una base economica sufficiente, Ackermann, grazie anche all’incoraggiamento del suo amico Raf Simons, ha presentato a Parigi, la sua prima collezione femminile per la stagione autunno-inverno 2002.

Raccolto il dovuto successo, lo stilista, viene notato dal pellettiere Ruffo, il quale dopo averlo assunto presso la Ruffo Research, gli ha commissionato due collezioni per le stagioni del 2003.

Ackermann continua la produzione della propria linea, riscuotendo successi e consensi sia dalla critica che dal pubblico.

L’ultima collezione in passeralla a Parigi per la S/S 011, è stata una delle più apprezzate e applaudite nella settimana della moda.

Fonte: Fashion Now

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DESIGN



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